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giancarlo_cover In Talento

Giancarlo Russo

Giancarlo Russo, 45 anni, romano. Fisioterapista funzionale e grande esperto di ipnosi, crede che non ci troviamo per caso su questo pianeta. Esiste sempre un disegno e identificarlo e perseguirlo sia il nostro progetto di vita.

 

Cos’è per te il talento?

Il talento consiste in quella capacità che ognuno di noi possiede di eccellere in uno o più campi tra le attività degli esseri umani, dalla musica allo sport all’arte alle scienze. Se da una parte ritengo che tale predisposizione sia innata dall’altra credo anche che siano necessari anche alcuni fattori per così dire “ambientali” in grado di far manifestare appieno queste attitudini. Pensa se Michelangelo non avesse mai preso in mano un pennello quanto l’umanità avrebbe perso. Oppure se Paganini non avesse mai avuto tra le mani un violino. Le abilità degli insegnanti dovrebbero essere proprio quelle di intuire le particolari predisposizioni degli studenti per evidenziarne e stimolarne il talento, abbiamo bisogno di gente in gamba.

I tre valori per te irrinunciabili

Il nostro progetto in questa vita ( non ci troviamo per caso su questo pianeta, esiste sempre un disegno, identificarlo e perseguirlo è il nostro progetto), le radici a cui apparteniamo, il rispetto per la vita.

Un libro che ti rappresenta

Il Conte di Montecristo.

Di cosa ti occupi attualmente?

Al momento attuale la gran parte delle mie ricerche sono concentrate sul ruolo che la mente, attraverso un suo particolare stato di funzionamento come l’ipnosi, è in grado di espletare sul corpo e di come un preciso e selettivo utilizzo di tale stato sia di grandissimo aiuto per il clinico insieme ovviamente a tutte le altre strategie terapeutiche di cui dispone. Abbiamo delle risorse interiori incredibili, non indagarle e non utilizzarle in terapia sarebbe uno spreco imperdonabile. Accanto a tali ricerche ed alla mia attività clinica mi occupo anche di divulgare la conoscenza riabilitativa di cui sono in possesso sia in Italia che in paesi stranieri attraverso congressi e seminari. Non rientro per cultura e formazione nel classico stereotipo del fisioterapista, nel mio studio non vedi macchinari con lucette colorate e che emettono strani suoni, non vedi carrucole con sacchetti di sabbia attaccati. Vedi piuttosto altra roba, mi occupo di apprendimento motorio e cognitivo e di come tale facoltà superiore dell’essere umano diventa fondamentale nella gestione e nel recupero di diverse patologie sia di calibro neurologico che di altro calibro.

Il progetto personale e/o professionale che ti ha dato lasciato il maggior impatto emotivo?

Il mio rapporto sia professionale che di amicizia con quella che ritengo una delle più grandi menti in medicina che sia apparsa sulla terra e cioè il professor Karel Lewit. Non passa giorno che non ripenso alle nostre lunghe chiacchierate davanti ad un the e sui più svariati argomenti, dalla medicina appunto alla storia alla politica ed alla filosofia. L’esperienza che ho vissuto con lui oltre ad avermi dato una particolare impronta professionale mi ha fatto crescere anche dal punto di vista umano. Colgo l’occasione di questa domanda per ricordare la grande figura di mio padre, scomparso quando ero ragazzo, ma che rivive sempre nei miei pensieri e che ringrazio ogni giorno della mia vita per quello che ha fatto. Senza di lui, senza mia madre e senza mio fratello niente sarebbe stato possibile.

Se fossi il capo del governo quali sono i tre provvedimenti che attueresti nei primi 100 giorni?

Mi attiverei con misure effettive ed incisive rivolte alla salvaguardia del mio paese e dei suoi cittadini tese a garantire lavoro, pari opportunità e dignità per tutti. Lo so non è facile ed alcune misure potrebbero rendermi impopolare ma sai come si dice, a mali estremi rimedi e, in questo momento, i mali sono davvero estremi. Curare il cancro con l’aspirina è ridicolo e fuori da ogni logica. In questo momento storico il nostro paese necessita di rompere gli schemi fallimentari che perpetrandosi nel tempo ne hanno causato il progressivo declino. Per cui, visti i presupposti assolutamente preoccupanti, i miei primi 100 giorni alla guida del paese vedrebbero come prima azione un’intensa attività di recupero di fondi ingiustamente detenuti da società o persone ( sia italiane ma soprattutto multinazionali) che sfruttano i lavoratori approfittando di una normativa fumosa ed indefinita e di leggi e leggine retaggio di precedenti regimi borghesi. La seconda azione si incentrerebbe sul controllo reale di come le risorse del paese derivanti dal pagamento delle tasse (che opprimono gli italiani ) vengono effettivamente utilizzate e nel contempo ridurrei tutte le inutili fonti di spesa dal nostro bilancio, basta missioni militari all’estero, basta privilegi per le varie caste sul libro paga degli italiani e basta pagare la bella vita a molte persone con i soldi nostri. I soldi servono per l’istruzione, per la sanità e per garantire tetto e da mangiare agli italiani e a chi, a vario titolo ed ottemperati gli obblighi di legge, decida di venire a vivere nel nostro paese. La terza azione è il “taglio delle teste” di coloro che hanno contribuito sia con azioni sia con omissioni al crollo del paese. E qua non avrei pietà. Non è tollerabile che alcuni squallidi personaggi continuino ad infestare il panorama politico ed economico del paese passando impuniti nonostante le mancanze di cui si sono resi protagonisti. Chi sbaglia paga, e chi sbaglia e lascia pagare agli altri le sue colpe va punito. Severamente. Non è più ammissibile che ci siano persone che si levano la vita dopo aver perso il lavoro, dopo aver perso la casa e dopo avere perso la dignità per colpa di azzardate e vorticose manovre politiche ed economiche. Non è più ammissibile che un padre non riesca a far crescere dignitosamente i propri figli in un paese come il nostro nel 2015. Non è più ammissibile che uno straniero che desidera migliorare onestamente la propria condizione esistenziale e garantire un futuro ai suoi figli si riduca a lavare i vetri ai semafori delle nostre città sfruttato ed umiliato. E non è più ammissibile che ci sia gente che su tutto questo ci lucra e continua a divertirsi tra seratine e banchetti sugli yacht a spese nostre.

Sei un fisioterapista specializzato nell’approccio funzionale, grande esperto di ipnosi dinamica nonché di comportamento umano. In base alla tua esperienza personale/professionale, come si configurerà il cammino evolutivo della specie Homo in futuro?

L’evoluzione o l’involuzione? Al di là dell’artifizio semantico è ormai evidente la deriva verso la quale ci stiamo avviando. Viaggiando frequentemente per lavoro ed essendo curioso di natura mi soffermo spesso ad osservare le persone nei caffè, negli aeroporti, nelle stazioni. Non si parla quasi più, si sta sempre piegati sullo smartphone e ci si dissocia dalla realtà circostante sprofondando nel nulla della “rete”, dove tra i mille sfavillanti colori e le frasi ad effetto sembra che ci sia tutto ma in realtà non ci sta niente. Quello che mi viene da chiedere è se questo cammino di cui stiamo parlando sia in realtà libero oppure sia pilotato, se davvero siamo liberi di scegliere o se, attraverso diverse situazioni, le nostre scelte vengano condizionate. Ricordi Pavlov ed il cane? Trovo alquanto assurdo che da Pechino a Londra a Roma se accendi la televisione trasmettono lo stesso programma con lo stesso format allo stesso orario. Trovo alquanto assurdo che i miei concittadini non abbiano di meglio da fare nel fine settimana che rinchiudersi in luccicanti centri commerciali a passeggiare con i timpani bombardati da musiche frenetiche a tutto volume. Trovo alquanto assurdo che su dieci matrimoni sette si sfascino dopo pochi anni. Sai, quando raccolgo le informazioni dai miei pazienti relative al loro stato di salute emergono spesso dati alquanto preoccupanti anche nei giovani. Spesso non hanno una buona qualità del sonno, del funzionamento intestinale, sono nervosi e alle volte aggressivi, la loro alimentazione non è esattamente quella indicata dai nutrizionisti, fanno poca attività fisica, camminano poco e preferiscono piazzarsi davanti ad un computer piuttosto che andarsene a passeggio in centro. Vengo da un’altra generazione, quando ero ragazzo io si giocava al calcio per strada utilizzando le cartelle come pali per la porta, le vacanze si facevano al “paese”, si mangiava roba diversa e così via. In giro mi sembra di vedere soltanto un livellamento verso il basso e questo fa davvero male. Spesso i genitori sono fuori casa tutto il giorno per lavoro, hanno poco tempo per parlare con i figli.  Anche le madri spesso rientrano tardi dal lavoro e hanno poco tempo, e anche giustamente poca voglia, di mettersi ai fornelli e dedicarsi alla cucina. L’ambiente influisce in maniera determinante sullo sviluppo della specie e se l’ambiente perde di qualità va da se che difficilmente si può andare migliorando. Abbiamo una sola vita, dovremmo pretendere di viverla nel miglior modo possibile.

Come ti vedi tra 10 anni?

Migliore di quello che sono adesso, più maturo e più determinato. Ma a dirtela tutta, andando avanti negli anni cambia la lente con cui osserviamo il mondo e con cui osserviamo noi stessi per cui qualcosa che oggi inquadro come un mio pregio tra dieci anni potrei vederlo come un difetto. Ricordo che da ragazzo tornato a casa da scuola buttavo la cartella in terra e non vedevo l’ora di uscire con gli amici a giocare a pallone o a far baldoria. Adesso invece quando rientro a casa dal lavoro per farmi uscire di casa serve davvero un forte stimolo. Con il tempo si cambia, ci sta poco da fare. Adoro una frase di una canzone del maestro Battiato “Il tempo cambia molte cose nella vita, il senso, le amicizie e le opinioni, che voglia di cambiare che c’è in me”. Per fortuna la motivazione non mi è mai mancata, la voglia di darci dentro è sempre a livello alto e le cose da fare sono davvero molte. Aspettiamo e vediamo.

Come immagini l’Italia tra 10 anni?

Non me la immagino, non voglio rovinarmi la giornata.

Se l’Italia fosse una canzone

Povera Patria del maestro Battiato.

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