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Claudia-Mari_cover3 In Talento

Claudia Mari

Claudia Mari, 33 anni, romana. Laureata in Finanza aziendale, percorre tutta la trafila per diventare manager di multinazionali della consulenza strategica. Un giorno, presa dal sacro fuoco del cambiamento, decide di trasformare la sua passione in una professione autonoma: il Personal Shopping.  

 

Cos’è per te il talento?

Il talento è qualcosa di innato. È l’insieme delle doti naturali che permettono di compiere qualcosa senza dover studiare o prepararsi in anticipo. Sicuramente è il frutto anche dei valori e del percorso di crescita personale. Ma credo sia principalmente intrinseco in ognuno di noi.

I tre valori per te irrinunciabili

L’amore, che può essere quello della e per la famiglia e quello per il compagno/a e gli amici. La sincerità e infine l’onestà.

Un film che ti rappresenta

Non potrei che rispondere “Il Diavolo veste Prada”! Non perché sia un film sulla moda…ma per il suo finale: Annie, la protagonista, decide di allontanarsi da un mondo che non la rappresenta, nonostante Miranda Priestly, il suo capo, le dica “Tutti vorrebbero essere come noi!”. Lei scende dall’auto, si dirige dalla parte opposta e, quando Miranda la richiama, lancia il cellulare nella fontana sorridendo in modo liberatorio.

Di cosa ti occupi attualmente?

Di moda, o più precisamente di Personal Shopping. Un giorno mi sono detta: la cosa che so fare meglio (quello su cui proprio non transigo ogni giorno) è l’abbinamento di colori, tessuti e la composizione dell’outfit per ogni occasione! Devo farne una professione! Così accompagno persone a fare shopping, a trovare abiti e accessori adatti al proprio fisico e per ogni specifica occasione. Ultimamente mi sto specializzando nell’artigianato e nel Made in Italy, studiando le lavorazioni di abiti, di stoffe e di accessori, proponendo visite mirate ai turisti.

Il progetto personale o professionale che ti ha dato maggiori gratificazioni?

Spero che questa mia nuova attività mi porti gratificazioni. È un progetto che ho intrapreso da pochi mesi e su cui sto indirizzando tutte le mie energie, personali e professionali. Se guardo al passato potrei dire che ho raggiunto tutti gli obiettivi che mi ero prefissata e rifarei tutto quello che ho fatto. Ho studiato Economia e mi sono laureata in Finanza Aziendale con il massimo dei voti. Poi volevo fare la carriera nelle multinazionali della consulenza e l’ho percorsa fino a diventare manager. Successivamente ho intrapreso la mia attuale strada.

Secondo il tuo punto di vista, quale potrebbe essere una soluzione per il futuro lavorativo dei giovani?

È un momento di vera crisi. Reale. Mi viene da pensare al Dopoguerra, quando le imprese, secondo me, sorgevano perché non avevano nulla da perdere. Al peggio si tornava al “nulla”. Anche oggi vale la pena di intraprendere nuove strade, creare idee, imprese e start-up. Non si può più aspettare a casa sul divano che il posto fisso arrivi. E nel mondo del lavoro si possono trovare alternative valide alle cosiddette professioni tradizionali. Per l’Italia una bella carta da giocare può essere il turismo e tutti i servizi connessi. Siamo conosciuti in tutto il mondo per l’arte, il cibo, la cultura e la moda. Ma non ce ne rendiamo conto fino in fondo e, peggio, non sappiamo valorizzare questo nostro patrimonio. Siamo poi capaci all’estero di andare a visitare musei con l’esposizione di due sassi! E i musei italiani nemmeno li conosciamo. Se solo sapessimo comunicare al mondo la nostra Italia, molto più e meglio di come si fa attualmente, credo troveremmo una chiave per tornare a crescere. E ci sarebbe lavoro per tutti!

Partendo dalla tua esperienza, cosa pensi riguardo al rapporto tra uomo e tecnologia nel lavoro e nella vita privata?

La tecnologia, oggi, è fondamentale nella vita personale e professionale. Perché permette di entrare in relazione con chiunque: se voglio contattare il presidente di una società negli USA posso farlo con 2 click! Ho intrapreso il mio percorso nella moda grazie all’utilizzo di un blog tematico creato da me. E questo mi ha portato nuovi contatti, un nuovo lavoro e nuove opportunità. Non possiamo più limitarci a dire “non lo so usare”: i social, il pc, lo smart phone fanno ormai parte della vita quotidiana. Sono strumenti di business, chi non li usa purtroppo rischia di non cogliere opportunità preziose. Penso, ad esempio, a un’attività commerciale. Con una campagna su Facebook puoi raggiungere un target più ampio e mirato rispetto ad un tradizionale annuncio pubblicitario su un quotidiano!

Come ti vedi tra 10 anni?

Con dei figli e una famiglia. E un lavoro che mi permetta di gestire gli affetti. Più che vedermi così è la speranza che nutro. Ma ho capito che i progetti non si realizzano se noi stessi, per primi, non ci crediamo fino in fondo. Senza delegare agli eventi esterni il nostro destino.

Come immagini l’Italia tra 10 anni?

Con la speranza che narravo prima. Con un popolo che capisca il valore del Made in Italy e che abbia imparato a utilizzarlo per il proprio Paese. Spero che i giovani siano abbastanza stufi di corruzione politica, tangenti, e di tutto ciò che generalmente ha dirottato i fondi pubblici verso interessi privati. Spero che gli scandali accaduti possano costituire un’opportunità di rifondare la società basata sull’onestà e la voglia di lavorare insieme per il Paese e il benessere di chi ci vive. Auspico l’inizio di una nuova era.

Se l’Italia fosse un film 

È molto ben rappresentata ne “La meglio gioventù” di Marco Tullio Giordana. Ma è talmente ricca di colori, storie, personaggi, cucina, arte, moda, che forse una canzone, film o libro non basterebbero. O sarebbero riduttivi.

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