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cover_def In Talento

Andrea Armillas

Andrea Armillas, 29 anni, romano. Artigiano dell’informatica, a 9 anni, grazie al supporto di uno zio, assembla il suo primo computer: il pentium 1. Da allora non ha più smesso di mettere le mani su componenti e materiali, riparando, assemblando, configurando computer di qualsiasi tipologia. 

 

Cos’è per te il talento?

Il talento per me è qualcosa che nasce, cresce e muore insieme a noi. Che scorre nelle nostre vene ed emerge senza tanta fatica e senza sapere neanche il perché. Può diventare passione e amore per quel che si fa, anche davanti alle difficoltà e agli imprevisti. Non potrà mai svanire del tutto. Potrà, forse, affievolirsi in un determinato momento della nostra vita. Credo che, spesso, molte persone non riescano a capire quale sia il loro vero talento, ma chi ha la fortuna di scoprirlo, o presto o tardi, e riesce a trasformarlo in un lavoro o un modello di vita, sicuramente sarà una persona felice. Avrà più possibilità di trovare il suo posto nella società.

I tre valori per te irrinunciabili 

Onestà, condivisione, fedeltà. Questi tre valori per me sono legati l’uno all’altro.

Una canzone che ti rappresenta

Sono un grande appassionato di musica e la canzone che mi rappresenta meglio in questo momento di vita è Nothing else matter dei Metallica. In tutto e per tutto rispecchia il mio spirito: un po’ metal, un po’ melodico, un po’ duro, ma allo stesso tempo romantico.

Di cosa ti occupi attualmente?

Mi occupo di PC (Hardware e Software). Nello specifico di configurazione, assemblaggio e ripristino di personal computer (Desktop & Laptop), recupero dati da partizioni danneggiate in hard disk o dispositivi elettronici come Tablet e cellulari. Opero come sistemista e configuro reti aziendali e private su sistemi operativi Microsoft Windows ed alcuni sistemi operativi Linux come Ubuntu , Xubuntu e molti altri OS basati su questo linguaggio.

L’esperienza personale o professionale che ti ha dato maggiori gratificazioni?

Sinceramente, in ogni lavoro portato a termine, ottengo grandi gratificazioni nel vedere e riscontrare la soddisfazione dei miei clienti che continuano a richiedere i miei servizi ed in più contribuiscono a ingrandire la mia rete. Questa è per me la più grande fonte di soddisfazione: sapere di aver dato ai miei clienti tutto ciò che volevano e persino di più e renderli felici di aver scelto di affidarsi a me!

Se fossi il sindaco della tua città, quali sono i primi tre provvedimenti che attueresti?

1) Creazione di più posti di lavoro nell’ambito dello sviluppo turistico e culturale di Roma. Due settori strategici poco valorizzati; 2) Nuovo piano per incentivare l’uso dei trasporti pubblici e consentire ai cittadini di usufruire di un servizio degno di una grande capitale europea. Incrementare, quindi, il numero di veicoli per ridurre i tempi di attesa e così migliorare la qualità della vita di chi per necessità ha bisogno di utilizzare tale servizio. Sviluppare nuovi percorsi per nuove linee che si diramino in tutta la città, per contrastare il traffico e l’inquinamento. Fattori questi che hanno raggiunto livelli non più sostenibili; 3) Creazione di nuove infrastrutture mirate al miglioramento dei servizi già esistenti: ASL, centri per l’impiego, poliambulatori, sportelli per il cittadino, agenzie delle entrate. La parola d’ordine è innovare strutture e servizi professionali per i cittadini, rivitalizzando le sedi territoriali periferiche della città.

Partendo dalla tua esperienza, come pensi che evolverà l’informatica nel futuro?

Per immaginare il futuro, è necessario guardare al passato e al presente, rendendosi conto di quanta strada ha percorso la tecnologia nell’ultimo decennio. Da cellulari con schermi in bianco e nero e funzioni limitate siamo passati a smart phone che sono dei veri e propri computer multifunzionali nel palmo di una mano. Pensando a questo posso immaginare un’informatica basata su nanotecnologie sempre più raffinate dove un pc che potrebbe gestire un’intera base spaziale NASA sarà ridotto alla grandezza di un cubo di rubik. Come nei film di fantascienza, tastiera e mouse saranno proiettati su di una superficie con la tecnologia olografica all’infrarosso. Ogni sistema operativo diventerà sempre più user friendly, dal bambino di 3 anni all’anziano di 90, tutti saranno in grado di utilizzarlo. Credo che l’informatica, nel prossimo futuro, avrà dei grandi sviluppi che porteranno benefici per ogni persona e organizzazione che sarà cavalcare l’innovazione. Starà a noi governarne l’evoluzione, prevenendo i rischi e le derive tipiche di ogni fenomeno che cresce così rapidamente.

Come ti vedi tra 10 anni?

Tra dieci anni mi vedo a trasmettere il mio amore per l’informatica a un gruppo di persone e motivarle a crescere in questo settore. Il mio obiettivo è quello di creare un’azienda di servizi informatici che curi il cliente a 360°. Il mio concetto di servizio si basa su rendere il cliente autonomo e soddisfatto. In una parola: partner.

Come immagini l’Italia tra 10 anni?

L’Italia tra 10 anni potrà esprimere le sue potenzialità se e solo se ricomincerà a fare squadra. Se si convincerà che, per fare il salto di qualità e competere con le altre grandi potenze, dovrà ripartire dal basso, dalla coltivazione di un terreno comune e non del solito “orticello”. Ha le qualità per raggiungere questo obiettivo, anche se noto una certa fatica a staccarsi da vizi antichi. In ogni caso mi auguro che ce la farà.

Se l’Italia fosse una canzone

In questo momento storico se l’italia fosse una canzone sarebbe La terra dei cachi di Elio e le Storie Tese. Ossia una canzone dai mille paradossi, con risvolti satirici e comici. La realtà è quella che è.

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